L’attacco all’Iran di USA e Israele è moralmente ripugnante. Calcolato solo per portare beneficio a un’élite di razzisti, islamofobi portatori di guerra. Non porterà beneficio agli iraniani o alle persone ordinarie da nessuna parte nel mondo.
Ci sono movimenti genuini organizzati dal basso che resistono al governo iraniano, un regime autoritario e intriso di sangue- come lo sono il governo americano e iraniano che lo stanno attaccando. Ma i partecipanti ai movimenti sociali in Iran non vogliono che Donald Trump attacchi l’Iran. Come alcuni hanno scritto nell’ultimo mese,
“qualsiasi intervento militare o imperialista non può che indebolire la lotta dal basso e rafforzare la mano della Repubblica Islamica nella repressione.”
Movimenti sociali in Iran stanno resistendo a un governo oppressivo da decenni. Ma mettere al potere un regime fantoccio che serve USA e Israele non lo aiuterà. Attaccando l’Iran, Trump non cerca necessariamente di sovvertire il governo, ma semplicemente di subordinarlo alla propria volontà, levando le figure dalle sedie più alte per potersi mettere al loro posto. Ha fatto precisamente questo in Venezuela nel gennaio 2026. Il rapimento di Nicolás Maduro non ha cambiato in alcun modo la distribuzione del potere nella società venezuelana; il risultato principale dell’intervento di Trump è stato quello di aver messo in atto le misure necessarie per saccheggiare le risorse naturali del Paese a beneficio di elementi della classe dirigente degli Stati Uniti.
Come altri autocrati in tutto il mondo, Trump mira a mettere da parte la gente comune, riducendo tutta la politica a una questione di tiranni che lottano per il potere a scapito di coloro che vengono governati. Sacrificherà volentieri la vita di iraniani, israeliani e cittadini statunitensi a proprio vantaggio.
Mentre il profitto capitalista si scontra con i suoi limiti intrinsechi in tutto il mondo, i despoti sono tornati ad accumulare ricchezze alla vecchia maniera —mediante la brutale violenza dello Stato. Una delle cose che ha sostenuto l’economia globale negli ultimi anni è il boom della speculazione di mercato in una manciata di aziende tecnologiche che cercano di vendere prodotti “di intelligenza artificiale”. In realtà, si tratta di una corsa agli investimenti nella prossima generazione di tecnologia militare per prepararsi a un’epoca in cui sarà ancora più importante determinare come saranno distribuiti ricchezza e potere. Possiamo vederne le prove in questa settimana di conflitto riguardo a se l’esercito statunitense debba poter utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale prodotti da Anthropic per perseguire la sorveglianza interna di massa dei cittadini statunitensi e per lanciare sul mondo armi completamente autonome.
L’esercito israeliano ha fatto un uso estensivo dell’IA per perpetrare un genocidio a Gaza. Questo —non risparmiare ai burocrati la fatica di scrivere le proprie e-mail— è il principale caso d’uso dell’intelligenza artificiale.
Per il governo israeliano, l’intero Medio Oriente è ora la Cisgiordania. L’attacco all’Iran dimostra che sono determinati a sottoporre centinaia di milioni di persone alla violenza che hanno già inflitto ai popoli palestinese, libanese e siriano.
Negli Stati Uniti, la decisione di Trump di dichiarare guerra senza consultare il Congresso dimostra che si considera già un dittatore. L’attacco contro gli iraniani ha lo scopo di incutere terrore tra i nemici di Trump in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti.
Dobbiamo comprendere questo attacco come una minaccia anche per noi. Da Caracas e dalle Twin Cities a Tehran, è facile capire che tipo di mondo stanno cercando di creare. Le stesse armi che vengono usate oggi contro gli iraniani saranno puntate contro chiunque resista a Trump e ai suoi leccapiedi domani, a meno che non ci opponiamo a loro insieme prima che sia troppo tardi.
Dobbiamo sviluppare le capacità dal basso di interrompere la macchina della guerra. Le centinaia di migliaia di persone massacrate senza senso a Gaza, in Siria, Sudan, Yemen, Iraq, Myanmar, e in Ucraina mostrano cosa ci aspetta altrimenti lungo questa strada.
La vera liberazione può venire solo attraverso la solidarietà tra i movimenti dal basso. Dobbiamo resistere il bellicismo di Trump a tutti i costi.
Ulteriori letture
- “A State that Massacres Its Own People Cannot Be a Force of Liberation for Others”: A Conversation on the Recent Uprising in Iran
- Iran: un’insurrezione assediata da dentro e da fuori
- Making Sense of the PKK’s Self-Dissolution: What Does It Mean for the Middle East?
- “Jin, Jiad, Azadi” contro la guerra: Una dichiarazione contro il genocidio perpetrato da Israele e la repressione della Repubblica Islamica
- Precarious Work Means Precarious Life: How the Rajaee Port Disaster Exemplifies the Assault on Baluch Ethnic Minorities
- Ya Ghazze Habibti—Gaza, amore mio: capire il genocidio in Palestina
- Against Apartheid and Tyranny: For the Liberation of Palestine and All the Peoples of the Middle East—A Statement from Iranian Exiles
- Jin, Jiyan, Azadi (Woman, Life, Freedom): The Genealogy of a Slogan
- Rivolta in Iran: la resurrezione femminista e l’inizio della fine del regime
- La Cantine Syrienne di Montreuil: Organizzarsi in esilio: In che modo i rifugiati possono continuare la lotta rivoluzionaria in terra straniera
- “Esiste un’infinità quantità di speranza… ma non per noi” — Un’intervista in cui si parla di pandemia, crisi economica, repressione e resistenza in Iran
- Lebanon: The Revolution Four Months in
- Contro tutte le guerre, contro tutti i governi: Comprendere la guerra tra Stati Uniti e Iran.
Per favore stampa e distribuisci questi manifesti in lungo e in largo.
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