Primo Maggio 2020

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“Noi siamo lo shutdown”

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Dal 1886, anarchici, femministe, altri lavoratori e ribelli osservano il Primo Maggio come celebrazione della resistenza. Nel 2020, mentre la prosecuzione del capitalismo mette esplicitamente a morte numerosi lavoratori e distrugge la biosfera da cui tutti dipendiamo, queste tradizioni sono più importanti che mai. Trovandoci a dover combattere la combinazione della pandemia di COVID-19 e l’intensificazione della repressione di Stato, è chiaro che questo Primo Maggio dovremo attivare strategie innovative anziché cercare semplicemente di riutilizzare i modelli degli anni passati.

I tempi sono maturi per nuove forme di resistenza. Mentre negli Stati Uniti Amazon tenta di consolidare la distribuzione sotto il suo controllo, i suoi dipendenti stanno scioperando. Negli USA, un terzo degli affittuari non ha pagato la pigione di aprile; gli organizzatori dello sciopero degli affitti stanno cercando di costruire delle reti con cui difendere gli inquilini dallo sfratto e da altre conseguenze negative. Questo Primo Maggio cade all’inizio di un nuovo ciclo di lotte che stanno emergendo mentre la pandemia di COVID-19 trasforma la nostra società, e la necessità di resistenza collettiva e solidarietà diventa sempre più chiara per un numero crescente di persone.

Riportiamo qui di seguito “We Are the Shutdown” (“Noi siamo lo shutdown”) un appello di una rete di organizzazioni che chiedono che il Primo Maggio sia l’inizio di uno sciopero a lungo termine contro il funzionamento letale dell’economia. Contattali se vuoi aderire. Altri appelli sono stati diffusi da Cooperation Jackson, Youth Liberation Front e parecchi altri gruppi. Ovunque tu sia, qualunque siano i tuoi mezzi, puoi iniziare fin da ora a organizzarti per trasformare il Primo Maggio nel primo passo verso la diffusione e l’intensificazione della resistenza.

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Noi siamo lo shutdown

Il 1° maggio decidiamo ciò che è essenziale.

Unisciti allo sciopero nazionale e protesta per dare priorità alla vita umana rispetto all’economia.

Unisciti alle migliaia di persone negli Stati Uniti che hanno già intrapreso lo sciopero degli affitti e organizza un corteo di auto per chiedere che la tua città cancelli gli affitti.

Insieme siamo più forti.

Gli operatori sanitari - che hanno bloccato la manifestazione anti-lockdown a Denver - e gli operai della General Electric in Massachusetts - che hanno lasciato il lavoro chiedendo alle loro fabbriche di poter iniziare a produrre ventilatori - rappresentano l’inizio di uno sciopero a lungo termine a livello nazionale. Il Primo Maggio, in ogni luogo di lavoro, in ogni quartiere e in ogni casa, ci uniremo a quello sciopero per decidere quali parti della nostra vita sono indispensabili e come possiamo soddisfare al meglio le nostre esigenze. Da quel giorno in poi, andranno avanti solo le attività che riterremo essenziali.

La crisi creata dal coronavirus ha fatto entrare in conflitto diretto le richieste dei mercati finanziari e la sopravvivenza umana. A New York, un infermiere di Pronto Soccorso lavora senza adeguati dispositivi di protezione per pagare l’affitto. Nello Utah, una terapista in una casa di cura fa lo stesso per il suo mutuo. A Seattle, un autista di autobus ha esaurito il suo congedo di malattia per sopravvivere al virus. Nel Midwest, un cuoco immunocompromesso che lavora in una mensa dei poveri resta a casa, consumando gli ultimi giorni delle sue ferie. Per alcuni, un pacchetto d’incentivi e una disoccupazione temporanea saranno sufficienti per coprire una parte del debito maturato. Ma il rischio non cambia, con o senza assegno.

Ci troviamo a dover fare una scelta: o la borsa o la vita.

Il mercato ha solo peggiorato gli effetti devastanti della pandemia di COVID-19. La sua chiusura ha salvato parecchie vite. Negli Stati Uniti, al momento, 22 milioni di persone sono disoccupate; la maggioranza - che sopravvive di stipendio in stipendio - si ritrova senza mezzi di sostentamento. Mezzo milione di persone senza casa si sforza per trovare un posto dove rifugiarsi mentre gli hotel vuoti illuminano le loro finestre. Migliaia di persone affamate arrivano ai banchi alimentari prima dell’alba mentre gli agricoltori distruggono i loro raccolti perché non ci sono acquirenti. I prigionieri nelle carceri e nei centri di detenzione non hanno le mascherine e si possono lavare le mani solo con l’acqua fredda. Il tasso di contagio da COVID-19 è più rapido nella popolazione carceraria federale che in Italia. Negli Stati Uniti, il numero di decessi per coronavirus è al primo posto. Se l’economia dovesse riaprire, la disoccupazione potrebbe diminuire, ma il bilancio delle vittime aumenterebbe.

La pandemia ha iniziato lo shutdown, ma noi lo continueremo - fino a quando non creeremo un mondo che soddisfi davvero tutti i nostri bisogni.

Il 1° maggio, organizza dei cortei per manifestare il tuo amore per le infermiere, i dottori, i commessi degli alimentari e per tutti gli altri lavoratori essenziali che rischiano la vita per fornire alla gente le cure di cui ha bisogno. Appendi teli bianchi fuori dai finestrini dell’auto come gesto di solidarietà con gli scioperanti che rifiutano di impoverirsi per il bene dei proprietari o delle banche quando sono senza lavoro. Unisciti ai picchetti socialmente distanziati o in macchina presso Whole Foods, i depositi di Amazon e altri luoghi di lavoro in cui dipendenti e professionisti stanno lottando per migliorare le loro condizioni.

Noi creiamo l’economia. Noi possiamo fermarla. Non abbiamo bisogno delle ordinanze “state a casa” o della falsa libertà legata al far ripartire l’economia: possiamo decidere, insieme, ciò che è essenziale e come prenderci cura di tutti. Infondiamo vita a un nuovo mondo, non all’economia.

A partire dal 1° maggio, rifiuta di lavorare a meno che non sia essenziale e sicuro. Noi siamo lo shutdown.

Esistono molti modi per partecipare al 1° maggio:

  • Unirsi ai picchetti dei dipendenti di Amazon e Whole Foods che si rifiutano di lavorare e richiedono condizioni di lavoro più sicure.
  • Praticare il distanziamento sociale: indossare una mascherina protettiva, creare striscioni lunghi un metro e ottanta, portare il cibo da condividere in contenitori sigillati, guidare verso i magazzini e i centri logistici in sciopero e ostruirne l’accesso con le auto.
  • Aiutare gli operatori sanitari in prima linea che indossano DPI di propria scelta, che organizzano condizioni di lavoro più sicure e combattono contro le ritorsioni.
  • Creare un comitato di supporto a sorpresa nelle vostre città per organizzare picchetti e cortei per far chiudere le attività che minacciano di licenziare dipendenti malati e in sciopero.
  • Contattare i colleghi, i vicini e gli amici.

Dopo le manifestazioni, diffondere lo sciopero:

  • Prepararati a sospendere l’economia nella tua città se il Governo o le aziende dovessero cercare di farla ripartire.
  • Se sei disoccupato, forma un consiglio locale per capire ciò di cui hanno bisogno i tuoi vicini e la tua comunità per sopravvivere e organizzalo.
  • Addetti alla distribuzione e appaltatori di consegne - rifiutatevi di lavorare senza DPI, ostruite l’accesso con uno sbarramento di auto durante scioperi a lungo termine e, attraverso picchetti con distanziamento sociale, formate dei comitati per decidere in che modo le filiere di approvigionamento possano essere rimodellate per soddisfare le esigenze di chi è privo di mezzi.
  • Lavoratori del settore manifatturiero - cessate tutte le attività fino a quando le condizioni non saranno sicure, riorganizzate i macchinari per creare prodotti e attrezzature mediche o altri beni necessari per la nostra sopravvivenza collettiva.
  • Telelavoratori - rimanete offline.
  • Impiegati - smettete di elaborare fatture.
  • Operai - non accettate pagamenti.
  • Commessi - non fate pagare la spesa.
  • Farmacisti - non fate pagare le medicine.
  • Operatori sanitari in aspettativa e disoccupati - istituite linee telefoniche gratuite di teleassistenza nelle vostre città.
  • Badanti di familiari e amici - continuate il vostro lavoro; è essenziale, retribuito o meno.
  • Inquilini - non pagate l’affitto; organizzate sindacati degli inquilini per prevenire sfratti e rappresaglie da parte dei locatori.

D’ora in poi, lavoriamo per noi stessi - viviamo per noi stessi.

Questo è solo l’inizio. Dovremo creare la nostra via di fuga da questa crisi. Dobbiamo tenerci in vita a vicenda. Nessun altro lo farà.

Contatta We Are the Shutdown per sottoscrivere quest’appello.